Argentina
Da Solidarietŕ GT.
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Storia
Il primo europeo a toccare terra Argentina probabilmente fu Juan Diaz de Solis, che nel 1516 scoprì il Rio de la Plata rivendicandone il possesso alla Spagna.
Dieci anni più tardi, Sebastiano Caboto costituì, nell’odierna città di Rosario, il primo insediamento spagnolo in Argentina; nel 1536 Pedro de Mendoza con un piccolo esercito giunse sul Rio de La Plata fondando la città di Buenos Aires. Sulla scia di Mendoza ebbe inizio la lenta colonizzazione europea in Argentina.
L’intero Sud America spagnolo faceva parte del vicereame del Perù, ma nelle immense regioni della Pampa e del rio de La Plata questa dipendenza era spesso formale, favorendo quindi la formazione di forme di autogoverno.
Lo sviluppo demografico ed economico era notevole anche se su dimensioni limitate: alla fine del XVIII sec. Buenos Aires era una cittĂ di 20.000 abitanti e la provincia raggiungeva i 40.000 abitanti. Nel 1796 fu costruito il vicereame del Rio de La Plata, comprendente i territori delle odierne repubbliche di Argentina, Uruguay, Bolivia e Paraguay.
Nel 1806, durante le guerre napoleoniche, una flotta britannica giunse a Buenos Aires, ed il vicerè spagnolo, il marchese de Sobramonte, non seppe fare altro che trattare la resa. Tale atteggiamento gettò luce sul totale disinteresse del governo spagnolo nei confronti dell’Argentina. La città organizzò spontaneamente la propria resistenza riuscendo a respingere gli inglesi.
Nel 1810 una grande assemblea popolare dei creoli di Buenos Aires reclamò ufficialmente l’autonomia e ,dopo aver deposto il vicerè, avviò un tipo di governo detto, "cabildo apierto", espresso dalle forze locali. Il 9 luglio 1816 a Tucuman fu dichiarata l’indipendenza dell’ex vicereame del Rio de la Plata.
Manuel Belgrano e Jose de San Martin furono i due eroi che portarono avanti la lotta per l’indipendenza argentina. Il nuovo stato vide subito il contrasto tra Unitarismi e Federalisti, espressione gli uni della borghesia di Buenos Aires, e gli altri degli interessi latifondisti delle province. Tali lotte andarono avanti dal 1819 al 1821.
L’assemblea costituente del 1826 diede al paese una costituzione unitaria il cui Presidente fu Bernardino Rivadavia.
Nonostante ciò, gli Unitaristi non riuscirono ad impedire la secessione dell’Uruguay che divenne indipendente nel 1829 dopo una guerra tra Argentina e Brasile.
Nel 1830 ebbe inizio il governo Federalista con a capo Manuel Dorrego, ma nel 1830 comparve sulla scena politica Argentina Juan Manuel de Rosas il quale governò per più di 20 anni. Nonostante lo spirito dittatoriale, Rosas fu l’artefice dell’unità definitiva del paese.
Nel 1851 salì al potere Jose de Urquiza che con la costituente del 1853 diede un impronta prettamente americana all’ordinamento statale argentino. Nel frattempo la dialettica tra Unitaristi e Federalisti continuava, a testimonianza della debolezza della struttura economica di un paese che non vedeva esaltate e attuate le proprie potenzialità .
A far sperare in un ipotetico lancio verso una prima forma di crescita economica, ci pensò la grande immigrazione verificatasi nella seconda metà del XIX sec., proveniente in gran parte dall’Italia, dalla Svizzera e dalla Germania. L’immigrazione portò una media di 40.000 immigrati l’anno che, risolvendo il problema dello spopolamento, stabiliva i presupposti per la nascita di un’industria moderna e di un’agricoltura slegata dal grande latifondo.
Nel 1861, in seguito ad una guerra civile, Bartolomè Mitre successe a Manuel Derqui, fantoccio di Urquiza. Mitre giocò un ruolo molto importante all’interno della politica argentina e in particolare introdusse alcuni strumenti culturali e amministrativi indispensabili per una democrazia politica: fu il primo Presidente argentino la cui successione avvenne in modo costituzionale; facilitò l’immigrazione; fondò “La Naciòn”, il primo giornale argentino; sviluppò linee di comunicazione interne; incrementò l’industrializzazione.
L’importanza di Mitre è facilmente deducibile dal fatto che i Presidenti che seguirono, sino all’inizio del XX secolo, ne proseguirono la linea politica. A Mitre seguirono: Domingo Sermiento, Nicolas Avellaneda, Julo Roca, Miguel Juarez Celman e Roca che ebbe due mandati.
Durante il succedersi dei numerosi presidenti sino alla fine del secolo, l’Argentina conobbe un lungo e fecondo periodo di sviluppo politico e soprattutto economico. Grazie alle numerose opere pubbliche, alla costruzione di linee ferroviarie il paese assunse un aspetto sempre più moderno moltiplicando la sua popolazione e i suoi centri urbani.
Il partito radicale dominò la scena politica di questi anni e anche dopo la fine della prima guerra mondiale a cui l’Argentina non prese parte. Per rivedere il partito conservatore al governo bisognerà attendere il 1930 tornarono al governo. Comunque i conservatori dopo due anni stabilirono un’alleanza con i socialisti indipendenti, mentre cresceva nel paese, e anche nell’orientamento politico del governo, l’ostilità verso gli U.S.A, che minacciavano, con la politica economica di penetrazione, la leadership argentina nel Sudamerica: è soprattutto per questo motivo che durante la Seconda Guerra Mondiale, si svilupparono nel paese tendenze filonaziste.
Nel 1943, l’Argentina tagliò i ponti con le potenze dell’Asse e nel marzo del 1945 dichiarò guerra alla Germania e al Giappone partecipando, in tal modo, alla Conferenza di San Francisco e acquistando il diritto di firmare la Carta delle Nazioni Unite.
--213.230.130.53 00:54, 8 Nov 2007 (CET) --Cosmano 03:12, 23 Nov 2007 (CET)
Il Peronismo
--Nel 1946 giunse al potere il colonnello Juan Domingo Peron (fondatore del giustinazionalismo o peronissmo) che, sostenuto dalla Confederazione del Lavoro, fu eletto Presidente della Repubblica.
Peron, promosso generale, diede inizio ad una forma di dittatura personale che si rifaceva ad una politica demagogica di nazionalizzazioni e di accoglimento delle rivendicazioni operaie, che evidenziavano l’impostazione corporativista fascista e la politica estera del paese presentava caratteri prettamente nazionalisti.
Il Peronismo che si presentava come la terza via tra capitalismo e socialismo unì scelte populiste di giustizia sociale ad una concezione fortemente nazionalista e antimperialista, in polemica contro comunismo e capitalismo.
Il proletariato che vedeva garantito il proprio salario costituiva la base forte del movimento peronista, mentre la Chiesa e l’esercito si opposero al movimento peronista a causa degli sviluppi dittatoriali che portarono alla limitazione delle libertà degli oppositori.
A determinare la caduta del governo di Peron fu, in particolare, un piano di spese pubbliche, superiore allo sforzo che le finanze argentine potevano sopportare, che provocò una grave spinta inflazionistica orientando la parte più sana della popolazione contro Peron.
Nel 1955 dopo una fase di accentuata involuzione autoritaria, un golpe militare appoggiato dai conservatori e dai radicali rovesciò Peron e lo costrinse all’esilio.
Tuttavia la forza di Peron, della sua figura e del suo movimento andavano aldilà degli eventi storici contingenti tanto che durante i successivi governi militari continuò a controllare il movimento operaio e dopo 18 anni di esilio tornò al potere.
Nelle libere elezioni presidenziali indette nel settembre del 1973, Peron fu eletto capo dello Stato. Alla sua morte, avvenuta nel luglio del 1974, gli succedette la moglie Isalbelita.
--79.5.146.56 11:50, 27 Nov 2007 (CET)Cosmano
Gli emigrati italiani
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Il recente regime dittatoriale
La terza moglie di Peron, Isabel, divenne Presidente ma il golpe militare del 24 marzo 1976 la depose.
Le forze armate appoggiate dagli USA presero il potere ed una junta si autoincaricò del Processo di Riorganizzazione Nazionale, fino al 1983.
In quegli anni il governo militare represse duramente l'opposizione di sinistra usando aspre misure illegali che furono definite la "Guerra Sporca".
Migliaia di dissidenti furono fatti "scomparire", il SIDE cooperò con la DINA e diversi servizi segreti sudamericani, oltre ovviamente con la CIA nella nota Operazione Condor.
Diversi dei comandanti militari che presero parte alla Guerra Sporca vennero addestrati alla School of the Americas sostenuta ed organizzata dagli USA, tra questi i dittatori argentini Leopoldo Galtieri e Roberto Viola.
Gravi problemi economici, accuse di corruzione, poi la forte ripulsione pubblica davanti ai crimini ed agli abusi dei diritti umani ed infine la dura sconfitta del 1982 imposta dagli inglesi durante la Guerra delle Falkland, portarono a screditare il regime militare argentino.
La democrazia venne ripristinata nel 1983.
I Desaparecidos
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Le Isole Falkland / Malvinas
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La crisi Economica del 2001
A seguito della crisi finanziaria asiatica del 1998, si causò una fuoriuscita di capitale che sfociò nella recessione e culminò nella crisi economica nel novembre del 2001.
A dicembre, in mezzo a sanguinose rivolte, il presidente de la RĂşa si dimise.
In 10 giorni diversi presidenti si avvicendarono in rapida successione, fino alla nomina ad interim di Eduardo Duhalde Presidente di Argentina il 2 gennaio 2002.
Ma l'Argentina andò in default sulle sue obbligazioni internazionali.
L'ancoraggio del Peso al Dollaro USA vecchio di oltre dieci anni venne abbandonato, ma produsse così un grave deprezzamento della valuta ed un picco di inflazione.
Nella crisi vennero coinvolti numerosi cittadini italiani che avevano sottoscritto in massa obbligazioni apparentemente vantaggiosissime che saccenti finanzieri, rampanti e senza scrupoli avevano presentato e consigliato loro. Ma di fatto persero quasi tutto.
La nazionale di Calcio
Maradona
