Darfur

Da Solidarietà GT.

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Il Darfur è una regione del Sudan, dove dal 2003 è in atto un tragico conflitto con il governo centrale sudanese, dal quale è chiesta l'indipendenza.

Il 27 luglio 2007, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha deciso con voto unanime l'invio nella travagliata provincia del Darfur della più grande forza di pace nel Dopoguerra.


L'Organizzazione internazionale Amnesty International in una nota ha espresso «apprezzamento per il voto unanime» con cui si è deciso l'invio degli aiuti, .

Il contingente «ibrido» Onu-Ua denominato Unamid, in base alla risoluzione 1769, sarà formato da oltre 26mila uomini: 19mila e 555 militari, 360 osservatori e 6mila e 432 agenti di polizia divisi in 19 unità.

È prevista inoltre una componente civile di 3mila e 722 uomini e donne.

Sarà la più imponente missione delle Nazioni Unite, superando quella in Congo (Monuc) e assorbirà i 7mila soldati dell'Ua presenti sul campo da tempo, mal equipaggiati e poco efficaci.


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Nel Darfur è presente in modo massiccio l'aspetto dello stupro delle donne da parte delle milizie


Sudan: nel Darfur lo stupro è un’arma di guerra.

Rapporto di Amnesty International

A centinaia, donne e bambine vengono stuprate nei vari villaggi.

I janjawid arrivano a spezzargli le gambe per impedire la fuga.

“...in cinque o sei, ci hanno stuprate una dopo l’altra per ore ed ore, per sei notti di seguito.
Dopo quello che è successo, mio marito non mi ha perdonata e mi ha ripudiataâ€.
(Testimonianze di rifugiate sudanesi intervistate da Amnesty International)

Nel Darfur, bambine anche di otto anni vengono stuprate e ridotte alla schiavitù sessuale. Gli stupri di massa in corso nella regione sudanese rappresentano crimini di guerra e crimini contro l’umanità e – denuncia Amnesty International nel suo rapporto - la comunità internazionale deve fare qualcosa per fermarli.

Nonostante l’interesse suscitato dalla crisi del Darfur e la promessa del governo di Khartoum di disarmare le milizie filo-governative denominate janjawid, non c’è ancora alcuna forma di protezione per le donne e le bambine del Sudan.

Il rapporto di Amnesty International, basato su centinaia di testimonianze raccolte a maggio 2007 durante una missione nei campi-profughi del Ciad, denuncia come le donne e le bambine vengano stuprate, rapite e ridotte a schiave del sesso da parte delle milizie janjawid.

L’esercito del Sudan risulta coinvolto direttamente, per avervi preso parte o per essersi limitato ad assistere, in quasi tutti gli attacchi contro i villaggi.

“La sofferenza e gli abusi patiti dalle donne vanno al di là dello stupro in sé. La violenza ha un
impatto devastante e duraturo sulla salute delle vittime e le sopravvissute hanno davanti a sé una
vita di stigma ed emarginazione da parte delle loro famiglie e comunitàâ€

Questo si legge nel rapporto di Amnesty International. Ciò produce conseguenze socio-economiche che rendono le donne ancora più vulnerabili di fronte a ulteriori abusi. L’abbandono forzato della regione ha a sua volta degli effetti negativi, ad esempio in termini di matrimoni precoci, in quanto i genitori ricorrono al matrimonio nel tentativo di proteggere le proprie figlie.

“Le donne e le bambine vengono attaccate sia per privarle dell’umanità che per umiliarle, punirle,
controllarle, impaurirle e costringerle alla fuga e anche per perseguitare la comunità di
appartenenza†

Inoltre le donne del Darfur vengono crudelmente sottoposte a mutilazioni genitali femminili, correndo un rischio ancora maggiore di contrarre il virus dell’Hiv/Aids ed altre malattie a trasmissione sessuale.


--Andrez 13:53, 18 Ago 2007 (CEST)

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