Italia

Da Solidarietà GT.

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Pagine dell'Italia

Era un Paese felice una volta.


Ricordo, tanti anni fa, che la gente si salutava con cordialità quando si incontrava ed era facile fermarsi e scambiare franchi e gentili convenevoli con chi si incontrava.


Una volta, tanti anni fa, la gente si fermava ancora nelle piazze a discutere della vita e delle cose, di politica e del tempo formando piccoli ed animati capannelli con chi capitava, con chi era nella piazza in quel momento.


Era gradevole fermarsi nei bar di quelle piazze, così ricche di arte e cultura e gustarsi un caffè in pura contemplazione o semplicemente lasciandosi avvolgere da quanto era attorno.


Tutto questo ora non esiste più. E solo qualcuno conserva vaghi e sbiaditi ricordi.


Ora tutto avviene freneticamente, con tensione ed affanno.

Nessuno sorride più e nessuno più saluta.

Ovunque affiora rancore ed astio, furbetti del quartierino ognidove taglieggiano la nostra quotidianità ed i rifugi delle nostre case sono violati brutalmente dall'arroganza volgare delle tante De Filippi, dalla misera pochezza dei troppi famosi sulle loro isole e dai politici ignoranti, arroganti e corrotti. E questo verbo, dai nostri tanti e costosi televisori, viene quotidianamente indotto-imposto ai nostri figli, che quello imparano.

E così, con quei modelli, li lasciamo crescere e maturare.


Dai nostri tanti e costosi telefoni arrivano ogni giorno i più svariati tentativi di truffa che spesso non riusciamo ad evitare.

I nostri vecchi faticano a sopravvivere in una realtà che non riconoscono più dai prezzi triplicati, loro con le loro pensioni dimezzate.

Ed attese di anni per un semplice intervento medico.


Le nostre scuole insegnano il nulla, in modo disordinato e confuso.

I nostri giovani non hanno futuro. Non vedono possibilità davanti a loro ed il fare progetti gli viene precluso.


Ma che Paese è mai questo? E soprattutto, è vivere questo?




--Andrez 10:53, 10 Giu 2007 (CEST)

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